venerdì 20 febbraio 2009

La gaffe della senatrice Feinstein: che cosa imparare dalle cattive relazioni pubbliche 

Era il segreto di Pulcinella ma non si doveva dire: le basi degli aerei americani che bombardano i terroristi di Al Qaeda si trovano in Pakistan.

Ma bisognava non proclamarlo ai quattro venti, per non mettere in imbarazzo il governo pakistano che tiene i piedi in due scarpe.

Come ha fatto invece la senatrice americana Dianne Feinstein, presidente del Comitato sull’Intelligence.

Un errore di comunicazione che rischia di innescare un caso diplomatico tra USA e Pakistan, anche perché il Times di Londra (i giornalisti sì che fanno bene il loro mestiere) ha soffiato sul fuoco aggiungendo altri dettagli.

C’è da dire che il mestiere di Dianne Feinstein non è occuparsi di relazioni pubbliche, ma questo significa ben poco. Quando si opera a quel livello ogni sillaba emessa deve essere accuratamente controllata, perché sia nella più assoluta conformità. E questo comprende anche il tacere dei particolari, quando è meglio che non si sappiano.

Ho l'impressione che questo caso sia la dimostrazione lampante della veridicità di due concetti di cui gli esperti di relazioni pubbliche non si stancano di ribadire l’importanza.

1)     la comunicazione non è blindata, basta un forellino nella chiglia perché la barca imbarchi tanta acqua da rischiare di affondare. Gli operatori della comunicazione sanno bene quanto lavoro sia richiesto per realizzare e diffondere messaggi credibili e convincenti e sanno altrettanto bene quanto poco basti – da parte di un CEO, un direttore, un presidente, un responsabile a vario titolo insomma, che si trovi a parlare pubblicamente - per vanificare questo lavoro.

2)     Il ruolo delle relazioni pubbliche non è limitato alla comunicazione (operatività) ma comporta il cercare di provocare cambiamenti all’interno dell’organizzazione di riferimento (strategia).

Se questi cambiamenti non avvengono, la comunicazione ne viene invalidata, anche se spesso nessuno se ne accorge, perché gaffe di questo tipo non sono così frequenti. Qui è evidente che occorre lavorare per migliorare il punto debole della collaborazione Usa-Pakistan, cioè la mancata sicurezza dei civili, che deve essere maggiormente tutelata. Questo è il cambiamento comportamentale che le relazioni pubblico-diplomatiche devono indurre.

L’unico modo per mettersi al riparo da gaffe, se ne esiste uno, è quello di operare con trasparenza, in modo che quello che si dice corrisponda a quello che si fa, che lo dica un senatore o il lavapiatti della Casa Bianca.

E' utopistico pensarlo, oppure è la direzione che le organizzazioni - dalla piccola azienda fino al governo degli Stati Uniti d'America - con l’aiuto delle relazioni pubbliche, devono decidersi a prendere ?

2 commenti:

Fabrizio ha detto...

a volte è persino difficile decifrare le intenzioni dei politici perchè esistono anche le "finte gaffe", come quando Olmert nel dicembre 2006 fece una finta gaffe dicendo "l'Iran aspira ad avere armi nucleari come America, Francia, Israele e Russia"; una finta gaffe per far capire che Israele ha l'atomica.

Enrica Orecchia ha detto...

Vero, e a volte è un'arte fare certe gaffe, un po' come quei politici che smentiscono di aver fatto determinate affermazioni per far passare il messaggio due volte.