lunedì 23 luglio 2007

Che cosa sono o non sono le pubbliche relazioni  

Mentre Mike Manuel di Media Guerrilla ritrae una situazione in cui agenzie/consulenti di relazioni pubbliche si arrabattano per arrivare a fine mese facendo un po’ di tutto quello che può rientrare – con le buone o con le cattive - nel settore pubbliche relazioni, Toni Muzi Falconi restringe non poco il campo.

Escludendo dalle errepì nell’ordine:

la pubblicità (che secondo me però può fare parte di un programma di comunicazione integrata);

il marketing (e qui sono d’accordo, ma la comunicazione di prodotto come la vogliano classificare ?);

la comunicazione interna (questo non me lo spiego, dato che la costruzione di rapporti positivi vale anche - e magari per prima cosa - per i dipendenti;

il customer service (che effettivamente è un’altra cosa ma che il settore errepì di un’azienda farebbe bene a tenere strettamente d’occhio) e,

inspiegabilmente, quello che molti considerano uno degli strumenti principali (e lo è, se usato bene), il sito internet.

Il mio modesto parere è che tutti gli strumenti di comunicazione che possono servire per creare una reputazione / instaurare relazioni che aiutino l’azienda a perseguire e raggiungere i suoi fini possano rientrare nel settore delle relazioni pubbliche. D’altra parte ogni azienda usa definizioni diverse di questo ambito e attribuisce ai dipendenti che se ne occupano le più svariate qualifiche. Cosicché può capitare che due persone con lo stesso inquadramento abbiano competenze che non hanno niente in comune. Parimenti, può succedere che persone con titoli diversissimi facciano all’incirca le stesse cose.

Comunque, sulla falsariga di quanto sopra, mi sono divertita a fare un elenco – semiserio – che sottopongo ai miei cinque lettori, chiedendo la loro opinione. Nel tentativo di chiarire se le situazioni che presento qui sotto possano o no essere considerate relazioni pubbliche (il dubbio è atroce):

a) il barista che chiacchiera con il cliente al banco o il gestore del ristorante che si ferma a parlare al tavolo del cliente

b) la receptionist che intrattiene il fornitore in sala d’attesa mentre questi aspetta che il responsabile dell’ufficio acquisti si faccia vivo

c) la vicina di casa che ci aggancia tutte le volte che ci incontra per le scale, sperando che, se diventa intima con noi, poi le presteremo lo zucchero, un uovo, un limone, un pizzico di sale quando resta senza

d) il contadino che ti invita a bere un bicchiere di quello buono dopo che gli hai comprato una cassetta di mele/pere/pesche e ti racconta che lui non dà niente alle piante

e) il libraio che ha letto il romanzo che un cliente sta comprando e lo ha trovato fantastico, però lo stesso autore ne ha scritti altri che sono ancora meglio

f) la commessa del negozio di abbigliamento che ha nove gonne uguali a quella che ti stai provando, in colori assortiti, e anche se le lavi in lavatrice non stingono e non si restringono

g) il venditore porta a portadi folletto/enciclopedia/surgelati che, al malcapitato che lo ha fatto entrare, racconta la storia della sua vita per impietosirlo

h) i testimoni di Geova che suonano alla porta o fermano per strada i passanti distribuendo un opuscolo sulla fine del mondo

i) le ragazze che regalano i biglietti omaggio delle discoteche nelle vie dello struscio

3 commenti:

Enrico ha detto...

Mi permetterei di accostare il mio modesto parere al tuo: "tutti gli strumenti di comunicazione che possono servire per creare una reputazione / instaurare relazioni che aiutino l’azienda a perseguire e raggiungere i suoi fini possano rientrare nel settore delle relazioni pubbliche" Enrica, hai assolutamente ragione. Ed è anche un po'paradossale che mentre un po' tutti, a tutti i livelli (agenzie di pubblicità, di grafica, promozioni, web agency, consulenti di marketing etc etc) offrono disinvoltamente, così, a seguire, "Servizi di PR e uffcio stampa" noi ci poniamo siffate questioni ? Mah...

prime ha detto...

Onestamente concordo molto poco con Toni Muzi ...

:-)

sabri ha detto...

Credo che le Pubbliche relazioni e la gestione della propria reputazione siano fenomeni di sempre più ampia portata e di crescente complessità, soprattutto grazie alle nuove opportunità/minacce che derivano dalle tecnologie Web2.0. Con la diffusione di questi strumenti, l'elenco di persone che possono influire sulla reputazione aziendale diventa infinito! Se siete interessati all'argomento, vi segnalo uno strumento che sembra particolarmente interessante: il Reputation Guardian