lunedì 21 maggio 2007

Pane, amore e sanità (ma poca fantasia !)  


Pane, amore e sanità. E' lo slogan scelto per la campagna del Ministero della Salute per ridare lustro all’immagine della sanità pubblica italiana, disastrata dai recenti (gravi) episodi di malasanità.
La foto (di Oliverio Toscani) ritrae il primo piano di una rubiconda infermiera dall’aspetto che scoppia di salute. Sorridente come tutti vorremmo le infermiere fossero. Scopo della campagna è quello di rappresentare le cose belle e buone della sanità.
Oltre a non comunicare assolutamente niente, allo stesso modo della pubblicità della Regione Calabria di cui avevo parlato in un altro post, il manifesto del Ministero della Salute è anche abbastanza irritante. Non soltanto non ci spiega perché la sanità è bella, ma contraddice l’evidenza.
La sanità italiana non è bella, è diciamo, quasi sempre passabile. Ma non sempre. A volte ci si dimentica di disinfettare le sale operatorie permettendo il proliferare di pericolosi batteri, o di attaccare i respiratori al gruppo di continuità, di controllare che i tubi che portano l’ossigeno ai pazienti non inviino qualche altro gas. E’ vero, nella maggior parte dei casi la sanità italiana più o meno funziona. Talvolta anche molto molto bene. Talvolta in maniera sufficiente. Ma a volte fa dei rotti che sono sotto gli occhi di tutti. Se la sanità italiana fosse proprio bella, il manifesto sarebbe superfluo. Ma dato che non lo è, forse si poteva costruire la campagna con altri slogan. Che dicessero, per esempio, qualcosa come: non siamo ancora belli ma ci stiamo impegnando per diventarlo. Più vero e più onesto (e poi impegnarsi davvero per cambiare quello che deve essere cambiato).

6 commenti:

flavia ha detto...

Ma c'è ancora chi si rivolge ad Oliviero Toscani? Lui pensa solo a promuovere se stesso, mai il prodotto in questione, dunque è il peggior pubblicitario che possa esistere!

Francesca ha detto...

perfettamente d'accordo. E' il trionfo dell'ipocrisia.

Anonimo ha detto...

non ho idea di come funzioni esattamente in termini di costi...ma se hanno speso anche solo 1 euro del contribuente è una vergogna inaudita.
L'immagine si fa con la qualità del servizio, non con campagne demenziali.
L'unica cosa coerente (con lo stato della ns sanità) è lo slogan... da commedia all'italiana!

Enrica Orecchia ha detto...

Essendo una pubblicità ministeriale temo che l'abbiano realizzata interamente a spese dei contribuenti. Non ho idea del cachet di Oliviero Toscani, ma notoriamente non è uno che si accontenta di un tozzo di pane.
Oltre il danno le beffe.

Domiziano Galia ha detto...

1.5 milioni di euro.

Enrica Orecchia ha detto...

@domiziano: se è vero, è mostruoso, pensa che cosa si sarebbe potuto fare con quei soldi per migliorare la nostra sanità, invece che buttarli dalla finesta dandoli a Toscani. Poi non fanno altro che parlare di "tagli alla sanità", che adesso è diventata quasi una frase fatta.